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Il sale
COS'E' IL SALE?

Nessuno può immaginare quanto il sale sia elemento indispensabile alla vita e, da sempre, legato inscindibilmente alla storia dell’umanità ed al suo sviluppo. Utilizzato inizialmente per l’alimentazione e la conservazione degli alimenti, oggi è presente nella composizione della maggior parte di ciò che ci circonda.

Il sale, o cloruro di sodio, si trova abbondantemente in natura. La maggior parte di questo elemento è disciolta in acqua, a formare acqua marina; mentre la restante parte si trova allo stato solido in giacimenti di terraferma. I processi di produzione variano a seconda della forma in cui il cloruro di sodio è disponibile, e si possono suddividere principalmente in tre tipologie di coltivazione:
  • EVAPORAZIONE SOLARE E’ la forma più antica di produzione, fatta in stabilimenti detti saline. L’acqua di mare viene raccolta in vasche impermeabilizzate di grande estensione e bassa profondità in cui, per effetto dell’irraggiamento solare, la salamoia si concentra. Poiché durante la concentrazione si verifica una precipitazione di sali diversi dal cloruro di sodio, la salamoia stessa viene trasferita, col crescere della concentrazione, in vasche diverse. Le prime vasche, in cui non si ha precipitazione, sono dette evaporanti; quelle in cui precipitano i sali di calcio, se esistono, sono dette decalcificanti. Raggiunta la concentrazione di circa 300g/l di cloruro di sodio, la salamoia viene passata nelle vasche cristallizzanti, in cui si ha precipitazione di cloruro di sodio. Il cloruro di sodio solido depositatosi sul fondo delle vasche cristallizzanti viene quindi raccolto con macchine dette coltivatori ed inviato alla fase successiva di raffinazione. Scopo della raffinazione è l’eliminazione di sali diversi dal cloruro di sodio. Tale eliminazione si ottiene mediante lavaggio in controcorrente con acqua quanto più pura possibile: si ottiene così un cloruro di sodio con titolo NaCl oltre il 99,5%, che viene essiccato e commercializzato come sale marino.

    Se l’evaporazione solare ha il vantaggio di non richiedere fonti di energia diverse dal sole, se non per le funzioni di pompaggio e poche altre, ha il grave limite di essere possibile solo dove la differenza tra acqua evaporata e caduta di acqua piovana è positiva, dove cioè evapora più acqua durante l’anno, di quanta ne cada con la pioggia.

    Ciò è possibile in un clima di tipo mediterraneo, ma assai difficile in climi di tipo monsonico, o in climi freddi. Si può parzialmente ovviare a ciò sfruttando le differenze stagionali, ma chiaramente esistono dei limiti alla produzione.

  • ESTRAZIONE DA MINIERA In natura si trovano dei grandi giacimenti di cloruro di sodio, residui di antichi mari, da cui il sale, detto salgemma (o halite), viene estratto già in forma solida, e viene detto salgemma (noto anche come halite). In questo caso la produzione è fatta per coltivazione della miniera, tipicamente mediante apparecchiature meccaniche di scavo; si ottiene un cloruro di sodio in grossi blocchi che vengono in seguito macinati per portarli a granulometrie commerciabili. Molto spesso è disponibile allo stato solido mischiato con forti quantità di composti estranei, soprattutto argille, sali di magnesio e altri. In questi casi, come anche nel caso di giacimenti profondi, è conveniente procedere ad una coltivazione indiretta della miniera, iniettando nel sottosuolo acqua che risale poi in superficie come salamoia satura, lasciando in profondità la maggior parte delle impurità. Nella quasi totalità dei casi, questo procedimento di coltivazione umido è seguito da un’evaporazione, per produrre il cosiddetto sale sotto vuoto.

  • EVAPORAZIONE INDOTTA Differisce dall’evaporazione solare in quanto la sorgente di energia non è più il sole, ma il vapore d’acqua o l’energia elettrica. Dato che il costo energetico è proporzionale alla quantità d’acqua da evaporare, viene impiegata esclusivamente su salamoie sature o quasi sature. Si impiega quindi per il trattamento da coltivazioni ad umido e, di recente, di salamoie provenienti da trattamenti di osmosi inversa (che però sono meno concentrare e meno pure delle altre). La salamoia in ingresso viene di solito trattata chimicamente per togliere i Sali di calcio e magnesio che sarebbero nocivi allo scambio termico, e ridurrebbero il titolo del sale prodotto. La salamoia trattata viene quindi concentrata in vaporizzatori-cristallizzatori e se ne produce un sale di altissima purezza e di granulometria molto uniforme. La purezza raggiunge il 99,9% per il sale ad uso alimentare e il 99,99% se per uso negli impianti di elettrolisi. Questo processo è detto impropriamente sotto vuoto in quanto i primi impianti di questo tipo funzionavano a pressioni più basse dell’atmosfera; oggi è più frequente il funzionamento a pressione atmosferica negli impianti a pompa di calore, anche detti a ricompressione meccanica, mentre la pressione è variabile negli impianti cosiddetti a multiplo effetto.